logo-scritta-biancalogo-scritta-biancalogo-scritta-biancacropped-logo.png
  • Cinema
  • Serie TV
  • Extra
  • Chi siamo
  • Contatti
✕
            Nessun risultato Vedi tutti i risultati
            13 Giugno 2025
            La recensione di Ballerina, il nuovo film ambientato nel mondo di John Wick, con Ana de Armas e Keanu Reeves.
            parallax background

            BALLERINA, John Wick cercasi

            SCHEDA

            TITOLO ORIGINALE: Ballerina
            USCITA ITALIA: 12 giugno 2025
            USCITA USA: 6 giugno 2025
            REGIA: Len Wiseman
            SCENEGGIATURA: Shay Hatten
            CON: Ana de Armas, Gabriel Byrne, Norman Reedus, Anjelica Huston, Lance Reddick, Ian McShane, Keanu Reeves
            GENERE: drammatico, thriller, azione 
            DURATA: 125 min

            VOTO: 6/7

            RECENSIONE:

            Dopo una produzione abbastanza travagliata, arriva nelle sale Ballerina, il primo spin-off cinematografico del franchise di John Wick. Ana de Armas danza sul palcoscenico che Keanu Reeves ha calcato prima di lei, senza però restituire un'alternativa del tutto convincente. Ciò nondimeno, se si supera un copione esilissimo e una prima parte ai minimi storici, l'action di Len Wiseman regala una seconda metà creativa e incendiaria. In tutti i sensi.

            “Vince chi vince sé stesso” si legge sulla schiena di qualcuno in uno dei primissimi segmenti di Ballerina, il primo spin-off (nato tuttavia come progetto parallelo, a sé stante) ambientato nel mondo di John Wick a fare la sua comparsa sul grande schermo - dopo la mediocre serie prequel targata Prime Video. Del resto, è proprio in questo adagio che si può condensare la danza di Ana de Armas sul palcoscenico che l’iconico e impareggiabile Keanu Reeves ha calcato prima di lei. Quello che il soggettista e primo sceneggiatore Derek Kolstad, lo storico duo di registi, autori e coreografi Chad Stahelski (dietro la macchina da presa di tutti e quattro i film principali) e David Leitch, e il fondamentale produttore Basil Iwanyk, hanno allestito e preparato per la sua assassina, Eve Macarro.

            Ma non indugiamo oltre e sciogliamo subito il nodo centrale della questione, il principale interrogativo: riesce la star cubana (di Blade Runner 2049, Knives Out, Blonde, il recentissimo Eden, e del - per questo ruolo - seminale No Time to Die e funesto The Gray Man) nel suo nuovo incarico? La sua prova fa rimpiangere il carisma, il mistero, la densità e la presenza stolida e ostinata d(el corpo perfettamente cinematografico d)i Reeves? Ma, soprattutto, può l’universo di John Wick vincere (l’assenza di) John Wick? Vincere, insomma, sé stesso?

            La risposta a tali quesiti ce la fornisce (nemmeno a farlo apposta) proprio il film, che, contravvenendo in un certo senso al suo principio di realtà, richiama all’ordine il leggendario Baba Jaga in ben due occasioni - l’una ai fini di una canonizzazione, l’altra di una specie di epifania action. Difatti, per quanto intensamente, quasi agonisticamente si sforzi di sostenere per intero il peso del racconto, la materia attoriale, la genetica espressiva della De Armas non si presta bene - nel suo essere facilmente decifrabile e fin troppo poco aliena - a rivestire i panni dell’autografo in una composizione che, d'altronde, sembra congegnata per la sua partecipazione e il suo agognato arrivo.

            La recensione di Ballerina, il nuovo film ambientato nel mondo di John Wick, con Ana de Armas e Keanu Reeves.

            Messo in chiaro questo difetto o, per meglio dire, questo impedimento radicato e, in fondo, logico del franchise (intitolato giustappunto a seguito del suo primo protagonista, al momento l’unico possibile) - che dovrebbe forse riconsiderare i suoi piani per il prossimo futuro -; quando parliamo di Ballerina non è comunque nei termini di una disfatta totale e schiacciante. Tutt’altro: è un’operazione che funziona e fila liscia quando denuncia la propria morfologia e forma (anche editoriale) di costola, appendice di un corpo (e corpus) eretto su regole chiare e codificate un pugno e uno sparo dopo l'altro, scena d’azione dopo scena d'azione, episodio dopo episodio.

            È dunque per scoprire l'evolversi di queste regole e le rispettive conseguenze, che è piacevole, quando non genuinamente divertente o, addirittura, esilarante vedere ogni nuovo inserto della serie, incluso quest'ultimo. Al netto e malgrado molti aspetti (fra cui l’ennesima storia di vendetta dai risvolti formativi, a tratti soap operistici, e il copione esilissimo e quasi demenziale di uno Shay Hatten che trasmigra alcune debolezze dell’ultimo capitolo) siano al minimo sindacale, tra gli esiti più goffi e svogliati della recente produzione hollywoodiana. Anche se ogni allegoria, metafora, citazione è sbandierata didascalicamente, qualsivoglia sottotesto metacinematografico e discorso teorico e autoriflessivo viene portato alla luce con la medesima grossolanità dello splatter eccessivo, discutibile e contraddittorio di alcune esecuzioni... Anche se, in altre parole, l’apice di John Wick - Parabellum e il suo opposto mortifero, John Wick 4, sono giusto un ricordo in controluce, Ballerina sa privarsi di un briciolo di solennità e muoversi con gradita leggerezza nella mitologia e in un world building fortunatamente meno ingombrante, espresso in maniera meno sentenziosa e filosofeggiante rispetto ai predecessori.

            Così facendo, esso permette a questa idea di mondo parallelo, intestino, sotterraneo, nascosto e inveterato ovunque e, soprattutto, nei posti più rari e impensabili, di diventare nuovamente avvincente, intrigante, puramente escapista, coi suoi manufatti, le sue tribù e bizzarre figure caratteristiche (vicine, per concezione, all’universo nipponico), e ancora la sua terminologia, le sue usanze, le sue diramazioni, le sue possibilità. D’altro canto, questo primo spin-off rispetta una condizione inderogabile, indispensabile per l'adesione e la percezione di un franchise, ad oggi, più unico che raro. Uno che insieme a Mission: Impossible ha ridato vitalità ed energia allo scialbo panorama occidentale. Parliamo, ovviamente, del valore creativo insito ed esibito nelle diverse sequenze di combattimento; quello di stunt e coreografie, di interazioni con lo spazio scenico e i props ivi a disposizione - il più delle volte oggetti comuni riconvertiti a funzione omicida.

            La recensione di Ballerina, il nuovo film ambientato nel mondo di John Wick, con Ana de Armas e Keanu Reeves.

            Tutto questo - sommato ad una riduzione della solita e cosiddetta “arte del dolore” con set piece simili a happening od installazioni artistiche contemporanee sul dinamismo, l’ipercinesi, la celebrazione del gesto e del puro movimento cinematografico - è quello che Ballerina ha coerentemente, fedelmente, e alla fin fine, in serbo per i suoi spettatori. I quali però, affinché ne possano godere, devono sopportare una prima ora abbastanza insipida, flemmatica, priva di nerbo, nell'attesa che la nostra giunga nell’innevata e pericolosa cittadina alto-austriaca di Hallstatt, covo della spietata e numerosa setta responsabile della morte che intende vendicare.

            Spenti i motori dell’auto che la porta fin qui, la pellicola diretta (per metà, si dice) da Wiseman (per l’altra metà sarebbe venuto in soccorso lo stesso Stahelski, rigirando alcuni segmenti da zero - e si vede!) rivela tutta la sua natura di slow-burner. Nel vero e più fiammeggiante senso della parola, giacché è proprio un inedito scontro a base di lanciafiamme la ciliegina sulla torta di una seconda metà sedimentaria, eppure ben più dinamica nella costruzione di un crescendo di sangue, pallottole, granate a mò di palle di neve e pattini da ghiaccio come nunchaku. Una che ribadisce la chiara deferenza di questi film nei confronti delle meccaniche, dell’interattività, e dell’esperienza estetica del medium videoludico.

            Sintomo e indice, anche questi, di una serie di frontiera che, pure in iterazioni minori e martoriate come questa, riesce sempre ad essere all’avanguardia, ponendosi alle estremità dei linguaggi della contemporaneità. Di un mondo iper- e post-mediale che non snatura, bensì eleva e sublima la visione di una fucina di spettacolo capace ogni volta di reimmaginare e rinnovare l’action per come lo conosciamo.

            Ti è piaciuta la nostra recensione? Se sì, lascia un like e condividi l’articolo con chi vuoi.
            In più, per non perdere nessun’altra pubblicazione, assicurati di seguirci sulle nostre pagine social e di iscriverti alla nostra newsletter.

            Condividi
            56

            Articoli correlati

            La recensione de Lo straniero, il nuovo film di François Ozon.
            29 Marzo 2026

            Lo straniero secondo Ozon, un omaggio a Camus e Bresson


            Leggi di più
            La recensione di Ti uccideranno, il film horror di Kirill Sokolov con Zazie Beetz, Tom Felton e Patricia Arquette.
            27 Marzo 2026

            Ti uccideranno copia bene, ma non sa rubare davvero


            Leggi di più
            La recensione di Notte prima degli esami 3.0, il film remake di Tommaso Renzoni con Tommaso Cassissa e Sabrina Ferilli.
            24 Marzo 2026

            Notte prima degli esami 3.0, noi (non) siamo infinito


            Leggi di più

            NEWSLETTER

            Appassionati al mondo del cinema e delle serie tv, appassionati a Cinemando!

            Iscriviti ora

            CINEMANDO

            Email: cinemandopost@gmail.com

            SEGUICI

            • Facebook
            • Instagram
            © Cinemando - Recensioni Cinema e Serie TV. Tutti i diritti riservati. - Privacy Policy - Cookie Policy
                      Nessun risultato Vedi tutti i risultati