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            6 Dicembre 2025
            La recensione di Regretting You di Josh Boone, il film tratto dal libro di Colleen Hoover con McKenna Grace e Mason Thames.
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            REGRETTING YOU deve ringraziare McKenna Grace e Mason Thames 

            SCHEDA

            TITOLO ORIGINALE: Regretting You
            USCITA ITALIA: 5 dicembre 2025
            USCITA USA: 24 ottobre 2025
            REGIA: Josh Boone
            SCENEGGIATURA: Susan McMartin
            CON: Allison Williams, Mckenna Grace, Dave Franco, Mason Thames, Scott Eastwood
            GENERE: drammatico, sentimentale, commedia
            DURATA: 116 min

            VOTO: 5+

            RECENSIONE:

            Tradimenti, lutto e legami familiari spezzati: Regretting You del Josh Boone di Colpa delle stelle porta sullo schermo un altro melodramma dolente scritto da Colleen Hoover, ottenendo solo una versione lineare ma televisiva, salvata giusto dall’intensità dei suoi giovani interpreti, McKenna Grace e Mason Thames, unica scintilla autentica in un film che comincia (e finisce) davvero con loro.

            It Ends With Them. Finisce così - almeno simbolicamente - la vita degli “amici da una vita” Morgan e Jonah. E cioè nel momento in cui scoprono, in circostanze davvero tremende, che i loro rispettivi compagni, gli “esatti opposti” Chris e Jenny (quest'ultima, anche sorella di Morgan), hanno avuto per moltissimo tempo una relazione segreta, interrotta - proprio nel bel mezzo di una delle sue classiche fughe - da un grave incidente automobilistico. Un amore (im)possibile i cui strascichi sono numerosi, inevitabili, difficili da sopportare…

            Sono le premesse da cui prende il via Regretting You, il secondo romanzo di Colleen Hoover (nuova “autrice dalle storie d’oro” per la mai sazia fucina hollywoodiana) a incrociare la luce del grande schermo. Una storia che non parla soltanto di tradimenti e partenze improvvise, ma soprattutto di chi resta. Di Morgan e Jonah, appunto, chiamati a rialzarsi quando ciò che per loro era certo, familiare, si sgretola tutt'a un tratto, lasciando emergere una serie di omissioni, bugie taciute e verità mai affrontate. Un passato che non può più essere ignorato e un presente che chiede di essere rimesso in ordine, pezzo dopo pezzo.

            Riattraversare quella devastazione emotiva significa per entrambi camminare su un filo sottilissimo: da un lato la rabbia feroce, la sensazione di essere stati traditi dai rispettivi partner e dalla vita stessa; dall’altro la necessità — ancora più ardua — di immaginare un futuro nuovo, non previsto, non voluto eppure inevitabile. Al contempo, il loro non è l’unico cuore a incrinarsi: ci sono anche quelli di Clara, la quasi diciassettenne figlia di Morgan e Chris, costretta a diventar grande in un schiocco di dita, e quello del piccolo di Jonah e Jenny, appena nato in un mondo che, paradossalmente, si è frantumato.

            Da questo impasto di dolore e rivelazioni prende forma un racconto a più voci sulle fasi del lutto e la possibilità di un nuovo inizio. Un intreccio ingarbugliato di storie e destini che però trova il suo nucleo nel rapporto — amorevole e conflittuale, proverbiale e insieme sentito e personale — tra madre e figlia. Due figure che si osservano da lontano, si fraintendono, cercano e respingono, incapaci (fin quasi alla fine) di cogliere la profondità delle ferite dell’una o il motivo delle trasgressioni e dei silenzi dell’altra.

            La recensione di Regretting You di Josh Boone, il film tratto dal libro di Colleen Hoover con McKenna Grace e Mason Thames.

            Quella di Regretting You è allora una storia incentrata - come solito nelle pagine di Hoover - sull’indagine delle emozioni più scomode e inafferrabili, sull’imprevedibile, ambigua e scivolosa complessità (insita già nelle multiple e plausibili interpretazioni del titolo) dei legami familiari e ancora sul modo in cui, a seconda di chi lo vive, il dolore assuma forme diverse ma tutte ugualmente intense e importanti.

            Beninteso: nulla di realmente nuovo di fronte e neppure dietro la macchina da presa, qui affidata ad un habitué di toni e atmosfere simili. Difatti, dopo il fortunatissimo Colpa delle stelle (e dopo aver modellato e, in un certo qual modo, inventato il filone del weepie-teen per come lo conosciamo oggi), Josh Boone ci riprova, solo in maniera espansa e più “adulta”, forte tra l'altro del grande successo riscosso dal precedente adattamento hooveriano. Nondimeno, a differenza del film di Baldoni, Regretting You (e lo stesso vale per la controparte cartacea) rimane lontano da quella fastidiosa prosopopea, dall’impostazione sensazionalista, patinata e pseudo-impegnata che aveva caratterizzato la versione cinematografica della storia di Lily Bloom. Inoltre, pur muovendosi dentro temi tutt’altro che frivoli, il copione di Susan McMartin e la regia di Boone mantengono una coerenza e un’onestà di fondo nel definire traiettorie sentimentali limpide, lineari, talvolta soap-operistiche.

            Allo stesso tempo, è però impossibile non accorgersi di come tale essenzialità trovi un interprete placido, inerte e un po’ impersonale in una confezione standard, pulita e insieme povera nei mezzi, negli espedienti, nel valore produttivo. Fin dai primissimi minuti (costruiti interamente su un uso posticcio di effetti digitali per ringiovanire i quattro adulti protagonisti), l’impressione è anzi quella di un film che non tenta nemmeno per un istante di nascondere la sua deformazione televisiva o una destinazione streaming. E che — a fronte di un budget dichiarato di ben 30 milioni di dollari — finisce per confermare una natura moderata, dimessa e, soprattutto, poco cinematografica.

            In questo preallestimento digitale visivamente neutro, pressoché incolore, l’unico scampolo di cinema sopravvissuto è da rintracciarsi pertanto nella compagine giovane del cast - talmente convincente da frenare addirittura il divismo o pseudo-tale di nomi e volti decisamente più navigati (Allison Williams, Dave Franco e Scott Eastwood), qui relegati alla mera funzionalità.Parliamo dunque di McKenna Grace (Tonya, Ready Player One, gli ultimi Ghostbusters), la cui presenza raggiante, naturale riempie l’inquadratura anche nei momenti più scritti, trattenuti e meccanici, unita ad un istinto emotivo che riesce a rendere credibili persino le battute meno riuscite. Lo stesso vale per Mason Thames (l’Hiccup dei remake live-action di Dragon Trainer e, ancor prima, il protagonista del franchise horror Black Phone), novello Zac Efron dal forte magnetismo. Complice peraltro un’affinità al di fuori della scena, insieme sprigionano un’energia e una chimica travolgenti che, in più di un frangente, sembrano trascinare il film al di là dei suoi limiti.

             

            La recensione di Regretting You di Josh Boone, il film tratto dal libro di Colleen Hoover con McKenna Grace e Mason Thames.

            Ad ogni modo, la loro è senza ombra di dubbio la linea narrativa più coinvolgente di Regretting You. Quella in cui è possibile ritrovare la scintilla e le ragioni del primo (e unico vero) successo di Boone, così come quel minimo di autenticità residua e vitale, specie quando la storia procede per linee già tracciate da altri — spesso meglio.

            Perché sì: tutto ciò che il film racconta, in un modo o nell’altro, è qualcosa che è già stato detto decine di volte, sia con maggiore audacia che con molta più finezza. Ma quel che resta davvero da dire e scrivere — ed è il solo lascito della pellicola — riguarda proprio la carriera di questa giovane coppia di attori.

            Due talenti che, se affidati a una mano più coraggiosa e raffinata, potrebbero diventare quelle “stelle” che, per 116 (eccessivi) minuti, possiamo solo intuire in potenza. Insomma, è il caso di dirlo: it starts with them(?).

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