logo-scritta-biancalogo-scritta-biancalogo-scritta-biancacropped-logo.png
  • Cinema
  • Serie TV
  • Extra
  • Chi siamo
  • Contatti
✕
            Nessun risultato Vedi tutti i risultati
            13 Aprile 2024
            Ghostbusters Minaccia glaciale Recensione Cinemando
            parallax background

            LA SOLA MINACCIA (GLACIALE) PER I GHOSTBUSTERS È LA FACCIA SCOCCIATA DI BILL MURRAY

            SCHEDA

            TITOLO ORIGINALE: Ghostbusters: Frozen Empire
            USCITA ITALIA: 11 aprile 2024
            USCITA USA: 22 marzo 2024
            REGIA: Gil Kenan
            SCENEGGIATURA: Jason Reitman, Gil Kenan
            CON: Mckenna Grace, Finn Wolfhard, Paul Rudd, Carrie Coon, Kumail Nanjiani, Bill Murray, Dan Aykroyd, Ernie Hudson
            GENERE: avventura, fantascienza, fantastico, commedia
            DURATA: 115 min

            VOTO: 5+

            RECENSIONE:

            Quarto capitolo (canonico) della saga dei Ghostbusters, Minaccia glaciale si affida ad un usato sicuro, punta dritto alla semplicità della formula, e gioca paradossalmente al ribasso col target di riferimento, informando l'avventura secondo le prerogative di un family movie, e smorzando ogni forma di ambizione. Tuttavia, il vizio di forma di una storia caotica e scombinata è un cast troppo numeroso e l’impressione che quasi nessuno volesse davvero tornare in questi panni.

            Già solo dal movimento di macchina che apre Ghostbusters - Minaccia glaciale, si può intuire non solo che il regista, co-sceneggiatore (insieme a Jason Reitman) e produttore Gil Kenan viene dal mondo dell’animazione, ma quanto ne ami e quindi agogni e reimpieghi puntualmente i codici iconografici ed estetici. In questo senso, è tutto fuorché un caso il passaggio di testimone dietro la macchina da presa di questo quarto capitolo (canonico, laddove quello del 2016 è sempre più un effetto Mandela) della saga degli Acchiappafantasmi, séguito del nuovo corso, quello di compromesso nostalgico e parentale, inaugurato col newquel di tre anni fa, il quale aveva ridato gioia e speranza agli aficionados. Il nostro Kenan (buon mestierante, già noto per Monster House, il secondo film girato in performance capture, il piacevole Ember - Il mistero della città di luce, e l’orribile remake di Poltergeist) è infatti una scelta molto più oculata e adatta rispetto al Reitman più iconoclasta, ma non per questo parimenti coraggioso, di Legacy, per una pellicola che è di fatto un episodio allungato della mitica serie televisiva datata 1986.

            Di The Real Ghostbusters, Minaccia glaciale ha infatti il gusto, l’atmosfera, la spensieratezza, il respiro di racconto e mitologia esteso a dismisura, appunto gli innesti: dalla composizione stilizzata delle inquadrature ad una origin story resa interamente in una sorta di pietrosa stop motion digitale. Ma anche e soprattutto la storia produttiva, in un altro immancabile cortocircuito metatestuale. Il franchise nacque certo con l’omonimo cult movie del 1984, ma ciò che consolidò la sua, grandissima popolarità furono le sette stagioni di questo cartoon. Successo, che, come sapranno benissimo i più fervidi conoscitori della materia, è stato uno dei motivi, se non il principale sprone che favorì poi la produzione del secondo film dei Ghostbusters. Lo stesso che riprende e a cui si riferisce più e più volte quest'ultimo di Kenan, specie nel suo vertiginoso cambio di tono ed impostazione rispetto al o, per meglio dire, ai predecessori.

            Ghostbusters Minaccia glaciale Recensione Cinemando

            Come Ghostbusters II tagliò sulla sofisticatezza dell’originale, portandone la comicità distintiva, quasi da screwball, sui più puerili e facili terreni della bizzarria, della stravaganza, di fluidi e melme vari, di una fisicità maggiormente preponderante; nel richiudere il cerchio e ritornare all’habitat naturale della serie [quello urbano e metropolitano di una New York contemporanea che ciononostante sembra non essere mai cambiata dagli anni ‘80, con tutti gli straniamenti del caso], il film di Gil Kenan ne riabbraccia l’abitudine, la tradizione, la maniera. Si reprime dunque la spuria anima spielberghiana e kinghiana di Legacy - il quale, col senno del poi, si riduce a mero passaggio obbligato, ad elaborazione, merceologica e contraddittoria, del lutto per la scomparsa di Harold Ramis. Allo stesso tempo, però, si gioca paradossalmente al ribasso col target di riferimento, informando l'avventura secondo le prerogative di un family movie, e smorzando ogni forma di ambizione.

            Esattamente come farebbe un episodio qualsiasi della serie o una trasposizione videoludica, Ghostbusters - Minaccia glaciale reimpasta (ma neanche troppo) gli elementi a propria disposizione, rispolvera gli attrezzi di sempre, si affida ad un usato sicuro e, se proprio vogliamo, punta dritto alla semplicità della formula, all’essenza ed essenzialità di questo mondo.

            Per chi si accontenta c’è senz’altro di che divertirsi. E pure per gli altri, seppur solo in parte. Ad essere sinceri, infatti, la pellicola sa anche come fare di questo comfort e di questa devozione alla matrice seriale, se non un suo tratto, quantomeno un punto di forza. Nella fattispecie, Kenan & co. si concentrano nel fornire alla narrazione un ritmo il più scorrevole possibile, nel rendere la coralità del racconto, dipingendo un mosaico di storie che inizialmente riescono a catturare, e descrivendo la quotidianità e i piccoli problemi di tutti i giorni della rinnovata squadra. Tra adulti irresponsabili e giovani che vogliono crescere troppo in fretta; dal rapporto forse indefinibile che lega la piccola Spengler e la simil presenza paterna del gioviale e bonaccione Gary Grooberson, ai newyorkesi che ormai vedono i Ghostbusters più come una fonte di disturbo e distruzione, che non di salvaguardia ed eroismo. Per non parlare delle strampalate attività nel negozio dell’esotico ed esoterico di Ray Stantz, l’Acchiappafantasmi della vecchia guardia più presente in scena, assistito dall’amabile Podcast.

            Poi però la trama inizia ad ingranare e l’intreccio a convergere verso questa fantomatica "minaccia": il nome è Garraka, è un demone antichissimo (addirittura più di Gozer!) che mira, come al solito, a rendere schiavo il mondo intero, intrappolato millenni or sono in un orb di bronzo, i cui poteri potrebbero scatenare una nuova era glaciale, ma sono anche in grado di controllare psichicamente tutti gli altri fantasmi... Ed ecco che tutto ciò che prima poteva essere pure godibile e divertente, diventa una serie di guasti che arrivano ad inceppare tutto il meccanismo e a rendere quantomai chiaro che il destino ideale di Ghostbusters - Minaccia glaciale risiedeva nel piccolo schermo. Lì, dove forse potrebbe risiedere, ora come ora, anche quello di tutto il franchise.

            Ghostbusters Minaccia glaciale Recensione Cinemando

            Da che era un fondamentale metronomo, la coralità lascia allora spazio all’inutilità, alla sovrabbondanza di molte delle linee narrative, oltre che di alcuni personaggi (fra cui il Trevor di Finn Wolfhard e la Callie di Carrie Coon), costringendo alla frettolosità lo scioglimento dei vari nodi di trama, raffreddando l'emotività della storia, diventando, più in generale, un elemento deleterio alla compattezza drammaturgica e narratologica del film. Segue l’iconografia, ancora di retaggio animato, che si fa via via sempre meno convincente, come pure meno convinto pare essere il registro da adottare e a cui tener fede, il quale oscilla schizofrenicamente tra la commedia scollacciata e scorretta aderente allo spirito dell’originale, il racconto adolescenziale d'impossibile melò, dagli esiti mitologicamente nuovi e pudicamente queer, e una più adeguata (e sincera) avventura per tutta la famiglia.

            Allo stesso tempo, quando non ingiallito o soffocato dalla vecchia, proverbiale “nostalgia canaglia” che, per l'occasione, rivolge la sua opera, di nuovo perversa, al limite del pornografico, verso una vera galleria di fantasmi (ergo gli attori comprimari dei primi capitoli), l’intreccio finisce preda della derivazione, della poca reinvenzione di una scrittura sostanzialmente riciclata. Del tutto forzatamente (com'è, del resto, un po' tutta l'ossatura narrativa del film), Kenan e Reitman allestiscono uno showdown dalle proporzioni epiche, grandiose - sia per la statura e la potenza del nemico, sia per il team di Acchiappafantasmi riuniti -, salvo svilupparlo e infine risolverlo in maniera a dir poco agghiacciante, tra le più fiacche, soporifere e anti-climatiche potessero mai venirgli in mente, complici una scansione e un montaggio che ci limitiamo a definire scriteriati.

            Eppure, il vizio di forma alla base di una storia tanto inusuale strutturalmente, quanto caotica e scombinata, potrebbe abitare in un cast oltremodo numeroso, composto di nomi e volti troppo altisonanti per poter essere sfoltiti e tagliati sul serio e, soprattutto, senza conseguenze. L'idea è allora quella di una specie di famiglia allargata, in cui mito ed eredità si ritrovano spalla a spalla, come già nel finale dello scorso capitolo, ma che, a differenza di quanto avveniva lì, la sceneggiatura non riesce mai a rendere un minimo unita, coesa, emotivamente sostanziosa.

            A questo, bisogna poi sommare la perduta o da sempre inesistente(?) sinergia attoriale tra questi due lignaggi di Acchiappafantasmi, e, fatta eccezione per Mckenna Grace, Dan Aykroyd e le new-entry Patton Oswalt e Kumail Nanjiani (che, pur in un ruolo sacrificato, strappa le uniche risate), l’impressione che nessuno volesse davvero tornare in questi panni, accontentandosi pertanto di esserci, di votare la propria recitazione allo stretto indispensabile, non credendoci mai più di tanto. Laddove Paul Rudd si limita ad una versione minore del suo Scott Lang, il meno convinto e più scocciato di tutti è prevedibilmente Bill Murray, che compare davvero in una manciata di scene - si dice - perché non era convinto a pieno dal copione, e che appunto sembra trovarsi lì, davanti alla macchina da presa, solo per incassare un grande assegno. Sono forse proprio la sua espressione durante il combattimento finale o la svogliatezza con cui propone le sue battute la vera Minaccia (glaciale) della pellicola.

            Insomma, ci sarebbe di che illudersi e di che sentirsi delusi, ma quello di Kenan è a tal punto un modesto e pigro compitino (come sequel, oltre che come fanservice) ché non ne vale proprio la pena. Lo stesso, mentre la Ecto-One sfreccia per le strade di Manhattan accompagnata dall’indimenticato tema di Ray Parker Jr., diventa chiaro, una volta ancora, perché non ci libereremo mai davvero dello spettro degli Acchiappafantasmi.

            Ti è piaciuta la nostra recensione? Se sì, lascia un like e condividi l’articolo con chi vuoi.
            In più, per non perdere nessun’altra pubblicazione, assicurati di seguirci sulle nostre pagine social e di iscriverti alla nostra newsletter.

            Condividi
            0

            Articoli correlati

            La recensione di Cena di classe, il nuovo film di Francesco Mandelli ispirata all'omonima canzone dei Pinguini Tattici Nucleari.
            1 Aprile 2026

            Cena di classe è l’allucinante funerale di una generazione


            Leggi di più
            La recensione de Lo straniero, il nuovo film di François Ozon.
            29 Marzo 2026

            Lo straniero secondo Ozon, un omaggio a Camus e Bresson


            Leggi di più
            La recensione di Ti uccideranno, il film horror di Kirill Sokolov con Zazie Beetz, Tom Felton e Patricia Arquette.
            27 Marzo 2026

            Ti uccideranno copia bene, ma non sa rubare davvero


            Leggi di più

            NEWSLETTER

            Appassionati al mondo del cinema e delle serie tv, appassionati a Cinemando!

            Iscriviti ora

            CINEMANDO

            Email: cinemandopost@gmail.com

            SEGUICI

            • Facebook
            • Instagram
            © Cinemando - Recensioni Cinema e Serie TV. Tutti i diritti riservati. - Privacy Policy - Cookie Policy
                      Nessun risultato Vedi tutti i risultati