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            4 Maggio 2024
            The Idea of You Anne Hathaway Nicolas Galitzine Prime Video Recensione Cinemando
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            THE IDEA OF YOU SI ATTIENE ALLA COPERTINA

            SCHEDA

            TITOLO ORIGINALE: The Idea of You
            USCITA ITALIA: 2 maggio 2024
            USCITA USA: 2 maggio 2024
            REGIA: Michael Showalter
            SCENEGGIATURA: Jennifer Westfeldt
            CON: Anne Hathaway, Nicholas Galitzine, Ella Rubin, Reid Scott
            GENERE: commedia, drammatico, sentimentale
            DURATA: 115 min
            DISPONIBILE SU: Amazon Prime Video

            VOTO: 6

            RECENSIONE:

            In una fase di lenta e inesorabile declino, la carriera di Anne Hathaway potrebbe ripartire su una nota leggera e fresca grazie a The Idea of You di Michael Showalter. Ennesima trasposizione di una fanfiction dedicata a Harry Styles, la pellicola vorrebbe cambiare tutto, quando, in realtà, non cambia nulla, e si limita a seguire, con qualche guizzo sporadico, un racconto dal canovaccio oltremodo classico e dagli intenti mai davvero realizzati. Salva la situazione il feeling (in)credibile tra Hathaway e l'eclettico e nuovo idolo teen Nicolas Galitzine.

            Non si contano le fanfiction scritte e dedicate a Harry Styles, amato membro - qualcuno direbbe leader - della già nostalgica boy band One Direction, che per soli sette anni (dal 2010 al 2016) conquistò l’attenzione del mondo, infiammando il cuore di migliaia, se non milioni di teenager e non solo. Allo stesso tempo, non stanno più sulle dita d'una mano i racconti, riediti poi in romanzi best-seller, che sono diventati soggetti per il cinema. E, dal fenomeno (fortunatamente scemato) After (a sua volta modellato sulla serie di Cinquanta sfumature, anch’essa una fanfiction) arriviamo agilmente a The Idea of You, ossia quella che sembrerebbe essere l’ultima delle centinaia di proposte di bollente amorazzo dai contorni provocatori e proibiti che affollano il catalogo streaming di Prime Video, tratta dall’omonimo libro di Robinne Lee ispirato proprio a Styles.

            Ciò nondimeno, andando oltre la proverbiale copertina, superando l'impressione o - per citare il titolo, nonché uno dei discorsi del film - l’idea che si può avere del progetto, si potrebbe pensare che esso abbia un quid, qualcosa in più da dire, da offrire. Anche se, forse, è soltanto una questione di allure, senz’altro dipesa dal marchio MGM, come pure dalla presenza dietro la macchina da presa di Michael Showalter (un buon mestierante, distintosi tuttavia per l’esilarante commedia The Big Sick e per aver portato Jessica Chastain all’Oscar con Gli occhi di Tammy Faye, e che, a dire il vero, già aveva trattato una storia simile in Hello, My Name Is Doris). Ma soprattutto dalla scelta di affidare il titolo da protagonista ad un volto riconoscibile, una star e un’attrice del calibro di Anne Hathaway. La quale, con The Idea of You, trova forse il personaggio adatto e il ruolo fresco e molto consapevole con cui rilanciare e far ripartire, su una nota lieve e graziosa, una carriera che si trova in una fase di lenta, inesorabile discesa e di forte stereotipizzazione.

            Se è (più o meno) dal 2014, ossia dai tempi di Interstellar, che la diva fatica a reinventarsi, magari le verrà incontro, lo farà grazie a Solène, una donna prossima ai quarant’anni, divorziata da qualche tempo e con una figlia adolescente, Izzy. Affermata, rispettata, proprietaria di una piccola ma nota galleria d’arte contemporanea, vive le sue giornate all'insegna, quasi accontentandosi, delle piccole, semplici cose che la circondano e a cui ha ormai fatto l’abitudine: la sua casa, le piccole scaramucce con Izzy, le amiche, i suoi artisti, i libri… Uno stile di vita che forse dovrà rivedere nel momento in cui, per una fortuita coincidenza, si ritrova ad accompagnare la figlia e i suoi amici al Coachella. Qui, sempre per puro caso, fa la conoscenza (molto) ravvicinata di Hayes Campbell, giovane membro e leader della boy band (a metà tra i sopracitati One Direction, NSYNC e BTS) August Moon, di cui Izzy era fan. Fra i due, ovviamente, scocca un istantaneo colpo di fulmine che darà il là ad una relazione complicata e turbolenta, specie per la fama di lui e l’attenzione spasmodica che i mass media gli rivolgo, ma ben di più per il divario di età che li separa.

            The Idea of You Anne Hathaway Nicolas Galitzine Prime Video Recensione Cinemando

            È facile perciò intuire su quali punti e temi verte il soggetto letterario di Lee, a partire dalla caratterizzazione della stessa Solène e dalla sua crisi di mezza età. Di come, superata una certa soglia anagrafica, la collettività, gli altri facciano presto ad affibbiare aggettivi e a cambiare la propria percezione - uno spunto a cui la pellicola affianca un parallelismo interessante, ma limitato, con la rapidità con la quale oggi qualsiasi prodotto culturale diventa nostalgia. Si approda poi alla quota più semplice, ma anche più curiosa, atipica, provocatoria del soggetto. Ossia alla relazione tra una donna adulta e un ragazzo che, di lei, potrebbe essere il figlio. Un amore libero, istintivo, “da film”, senza etichette o complessi edipici, che prende esplicitamente spunto dalla storia di John Lennon e Yoko Ono.

            Non parco, il copione di Jennifer Westfeldt sceglie di ampliare il discorso, conferendo alla storia una gravitas (melo)drammatica e una dimensione sociale e, va da sé, rendendola un pochino più ambiziosa. Il fuoco dell’intreccio spazia quindi sui vizi irriducibili e propri di una società ancora notevolmente misogina e maschilista, e sui risvolti deleteri che possono comportare l’ipocrisia e il perbenismo alla base di certi atteggiamenti, reazioni, pensieri, fenomeni come quello del chiacchiericcio degli altri (“le persone che diranno?”, “reagirebbero allo stesso modo se i ruoli fossero invertiti?”, ci si chiede), alimentato a sua volta dalla fame dei paparazzi e dei tabloid di cercare il marcio, lo scandalo anche in una cosa del tutto genuina; oppure ancora - per dare al tutto un’impronta più attuale - come il fenomeno dell’hating online, dei cosiddetti leoni da tastiera, i quali non sopportano “vedere una donna felice”.

            Come avrete già capito, The Idea of You è un prodotto e un racconto femminile e femminista nel senso più didascalico del termine, spesso addirittura nocivo - è il caso della sequenza di confronto tra madre e figlia. Non aiuta, in tal senso, il segno estremamente patinato e problematico che connota tanto lo sviluppo narrativo, dal canovaccio classico per non dire scontato, quanto la regia piattissima e anonima di Showalter. Quest’ultimo, infatti, asseconda e favorisce l’apparenza che si intenderebbe superare, il conformismo che si vuole criticare e disinnescare, e si sforza davvero solo quando si deve attenere alla copertina, all'impatto. Quando deve rendere quel piacere voyeuristico trasversale che promette in sede di battage pubblicitario. Il piacere, in altre parole, del vedere e immedesimarsi, da parte dello spettatore, in qualcosa che, sì, trasgredisce ai costumi e all’opinione pubblica, ma che è, al contempo, tremendamente seducente. E non si tenta invece nemmeno per sbaglio di trasformare questa storia d’amore fuori dai canoni, da mero oggetto del desiderio che è a tutti gli effetti, ad oggetto desiderato (e, pertanto, considerato socialmente, magari prossimamente accettato).

            Vorrebbe insomma cambiare tutto, The Idea of You, ma, in realtà, non cambia nulla. A rimanere vivido, a lasciare un buon ricordo è allora giusto la complicità, l’alchimia, il feeling subito credibile fra l’eclettico e nuovo idolo teen Nicholas Galitzine (Cenerentola, Purple Hearts, Rosso, bianco & sangue, la serie Mary & George) e la già citata Anne Hathaway. Ingrediente indubbiamente più sincero di tutto il mix, ella carica la propria interpretazione di mestiere, disinvoltura e agilità espressiva, rievocando la Julia Roberts dei tempi d’oro, le storiche protagoniste di Sex and the City e le sofisticate paladine del cinema di Nancy Meyers. Ma, per l'appunto, quelli della sua Solène sono tutti modelli retrò, antiquati, anacronistici perfino, indizio chiaro e inconfondibile del destino di questa nuova icona dunque solo possibile, ideale. Utile semmai per la salute divistica della sua attrice, meno per il rilancio di un genere ormai stanchissimo.

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