logo-scritta-biancalogo-scritta-biancalogo-scritta-biancacropped-logo.png
  • Cinema
  • Serie TV
  • Extra
  • Chi siamo
  • Contatti
✕
            Nessun risultato Vedi tutti i risultati
            26 Novembre 2024
            Napoli New York Gabriele Salvatores Pierfrancesco Favino Recensione Film Cinemando
            parallax background

            NAPOLI - NEW YORK parte da Fellini per arrivare da nessuna parte

            SCHEDA

            TITOLO ORIGINALE: Napoli - New York
            USCITA ITALIA: 21 novembre 2024
            REGIA: Gabriele Salvatores
            SCENEGGIATURA: Gabriele Salvatores
            CON: Pierfrancesco Favino, Dea Lanzaro, Antonio Guerra, Anna Ammirati, Omar Benson Miller, Tomas Arana
            GENERE: drammatico, storico
            DURATA: 124 min

            VOTO: 5+

            RECENSIONE:

            Partendo da un soggetto dimenticato di Federico Fellini e Tullio Pinelli, Gabriele Salvatores salpa per un'avventura oltreoceano rimanendo però fermo alle radici di un cinema ben preciso che fa rima con Leone, Coppola, Polański, Tornatore, Capra, oltre che con lo stesso maestro riminese. È Napoli - New York: un finto, patinato, ruffiano e dannoso film liberal privo di qualsiasi identità.

            Oltre ad un titolare Arthur Schnitzler, l’altro importante e altrettanto evidente padre putativo de Il ritorno di Casanova di Gabriele Salvatores (un triplo sogno che, nonostante i buoni propositi, si infrangeva e crollava fragorosamente nel modo in cui metteva in scena, immaginava, pensava e sviluppava le sue intuizioni di base) era Federico Fellini. Di preciso, in quel film, il cineasta napoletano ne voleva omaggiare il legame inscindibile con l'esistenza, la geografia interna e la sanità di chi, il cinema, lo fa.

            Su tutt’altro binario prosegue però la relazione di Salvatores col maestro riminese, e nella forma di un soggetto dimenticato che quest’ultimo - non ancora passato dietro la macchina da presa - scrisse nella seconda metà degli anni ‘40 assieme al sodale sceneggiatore e inseparabile amico Tullio Pinelli. Una storia (più recentemente stampata e pubblicata da Marsilio) connotata da un forte sapore neorealista, che narra le rocambolesche vicende di due scugnizzi, orfani di una Napoli ancora in rovina, che tentano l’avventura americana, traversando l’oceano e approdando per miracolo in una New York totalmente fantastica, irreale, frutto di un’inventiva e visionarietà semplicemente inconfondibili.

            Al contempo istantanea dell'Italia postbellica e racconto picaresco: è insomma Napoli - New York la ventunesima tappa del viaggio di Salvatores. Che quindi salpa dalla cornice mitica e felliniana per tornare nel territorio, di temi e atmosfere, del suo "cinema di bambini"; per parlare d’infanzia, di sogni (solo inizialmente) spezzati, perdita dell’innocenza e iniziazione di queste povere anime - tutelate e guidate, in assenza di figure genitoriali vere e proprie, da un candore e una purezza mai e poi mai sinonimi di ingenuità - all'universo complesso, spietato, talora pericoloso e inquietante dell’età adulta.

            Ciò detto, potete pure riaffidare alla memoria pellicole come Io non ho paura ed Educazione siberiana, nel senso che, purtroppo per noi, ci troviamo più che altro dalle parti dei due Il ragazzo invisibile. E non tanto per eventuali innesti supereroistici, quanto piuttosto per una semplice questione di tono, portamento, intenzioni e risvolti effettivi della narrazione. 

            Napoli New York Gabriele Salvatores Pierfrancesco Favino Recensione Film Cinemando

            Difatti, pur sbarazzandosi un po’ della pretenziosità (tradotta in superbia, capriccio e manierismo) del precedente affondo felliniano, Napoli - New York è comunque la scolasticità fatta a film. Uno che vorrebbe teoricamente lanciare un messaggio necessario, urgente, finanche attuale, tracciare un parallelismo con gli odierni flussi migratori, e creare infine uno stimolante cortocircuito, (ri)mettendoci nei panni degli immigrati di oggi, riportandoci alla mente i 19 milioni di italiani che per decenni fuggirono dalla miseria e dalle guerre e partirono per gli States per “creare la propria fortuna”, in cerca di una nuova vita, e facendoci vedere, al contempo, come gli americani ci fissavano - con fare di superiorità, disgusto, discriminazione - mentre ci trascinavamo giù dai dormitori di terza classe dei transatlantici e sfilavamo sul molo di Ellis Island.

            Suo malgrado, la pellicola si perde nell’ostentazione fine a sé stessa di un ingente sforzo produttivo del quale si percepisce tutto il peso e la fatica (incluso il pulviscolo degli studi di Cinecittà, e di cui sono complici degli effetti visivi fermi a prima di Titanic, d’indulgente artificiosità, e un montaggio costellato di errori di continuità), a sfavore del cinema in sé e per sé. Che, salvo qualche richiamo sporadico alla grammatica estetico-poetica e ai cosiddetti fellinismi, rivive esclusivamente nella naturalezza interpretativa dei giovanissimi Dea Lanzaro e Antonio Guerra e nell’esperienza degli altri membri del cast: da un Pierfrancesco Favino che presta il proprio divismo nei panni di commissario di proverbiale scrittura, agli “internazionali” Tomas Arana e Omar Benson Miller (dolcissimo).

            Non basta però la buona presenza scenica di questi nomi per fare di Napoli - New York un qualcosa di riuscito o di fresco - che è ancor più importante. Nelle prove attoriali e, in particolare, nelle fattezze del piccolo Guerra rivive, s’intravede, risiede infatti lo spettro di immagini e memorie passate, fra Leone, Coppola, Polański, Tornatore, alle quali si sommano, a loro volta, la parentela neorealista (con tanto di citazione a Paisà), una svolta giudiziaria à la Sacco e Vanzetti, e l’allure da moderna fiaba natalizia sulla scia di Frank Capra (del resto, si canta pure It’s a Wonderful Life). 

            Napoli New York Gabriele Salvatores Pierfrancesco Favino Recensione Film Cinemando

            Quel che si viene a formare di fronte agli occhi dello spettatore è allora un ipertesto del tutto involontario. Un catalogo derivativo che, unito all’azione di una colonna sonora simil-playlist (tra anacronismi e influssi morriconiani), priva il progetto di qualsiasi identità residua e non lo rende né coevo, né senza tempo. Ma solo ed esclusivamente fuori tempo massimo.

            Parimenti elencatorio è infine lo stesso comparto tematico di Napoli - New York, utile solo a farne una barzelletta progressista; un finto, patinato, ruffiano e dannoso film liberal che, ad un certo punto, tirerà in ballo anche il movimento femminista, ignaro che, più che un segno di riguardo, tale inclusione pare piuttosto uno specchietto per le allodole: un facile pretesto dietro cui nascondere e continuare a praticare lo stesso cinema di sempre. Dei e di padri, vecchi nuovi mondi, e uomini(!) che si giocano la vita, decidendo inoltre del destino di chi gli sta intorno.

            Ti è piaciuta la nostra recensione? Se sì, lascia un like e condividi l’articolo con chi vuoi.
            In più, per non perdere nessun’altra pubblicazione, assicurati di seguirci sulle nostre pagine social e di iscriverti alla nostra newsletter.

            Condividi
            40

            Articoli correlati

            La recensione di Backrooms, il film horror esordio alla regia di Kane Parsons con Chiwetel Ejiofor e Renate Reinsve.
            27 Maggio 2026

            Backrooms è più di un glitch?


            Leggi di più
            La recensione di Passenger, il nuovo film horror di André Øvredal con Jacob Scipio, Lou Llobell.
            26 Maggio 2026

            Passenger, ma forse era meglio starsene a casa


            Leggi di più
            La recensione di Amarga Navidad, il nuovo film di Pedro Almodóvar presentato in concorso al Festival di Cannes 2026.
            24 Maggio 2026

            Amarga Navidad, un film minore per cui saremo sempre grati ad Almodóvar


            Leggi di più

            NEWSLETTER

            Appassionati al mondo del cinema e delle serie tv, appassionati a Cinemando!

            Iscriviti ora

            CINEMANDO

            Email: cinemandopost@gmail.com

            SEGUICI

            • Facebook
            • Instagram
            © Cinemando - Recensioni Cinema e Serie TV. Tutti i diritti riservati. - Privacy Policy - Cookie Policy
                      Nessun risultato Vedi tutti i risultati