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            7 Settembre 2026
            La recensione di Succederà questa notte, il nuovo film di Nanni Moretti presentato al Festival di Venezia 2026.
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            SUCCEDERÀ QUESTA NOTTE, o il profumo della vita secondo Nanni Moretti

            SCHEDA

            TITOLO ORIGINALE: Succederà questa notte
            USCITA ITALIA: N.D.
            REGIA: Nanni Moretti
            SCENEGGIATURA: Nanni Moretti, Federica Pontremoli, Valia Santella
            CON: Louis Garrel, Jasmine Trinca, Hippolyte Girardot, Angela Finocchiaro, Melina Åkerman
            GENERE: commedia romantica
            DURATA: 103 min
            Presentato in concorso alla 83ª edizione della Mostra del Cinema di Venezia

            VOTO: 7/8

            RECENSIONE:

            Nanni Moretti torna a parlare d’amore, di tempo e di occasioni perdute, affidandosi alle storie di Eshkol Nevo per dar vita alla sua idea di melodramma sentimentale che diventa anche riflessione sui legami che ci definiscono. Un film delicato, fragile, malinconico, attraversato dal desiderio che possa esistere sempre un’altra possibilità.

            È tra le strade e i paesaggi freddi e glaciali di Oslo che - con un’invadente considerazione materna e uno schiaffo dato d’impulso - finisce la storia d’amore di Matteo con Hélène, la ragazza norvegese, madre del nascituro Gregorio. Una storia che si interromperà definitivamente una volta arrivati all’aeroporto di Roma, quando lei deciderà di abbandonarlo lì, all’uscita degli arrivi. Da quel momento, nulla nella vita di Matteo sarà più come prima e nessun’altra donna riuscirà a conquistarne davvero il cuore. Almeno fino alla conoscenza di Greta, che avviene in una di quelle situazioni che possono essere materia soltanto del destino o, meglio ancora, di un cinema ironico come quello dell’unico e inimitabile Nanni Moretti. Che, ormai “splendido settantenne”, fa la sua ricomparsa al Lido di Venezia (in concorso) a quasi quarant’anni dalla presentazione di uno dei suoi più grandi capolavori, Palombella rossa. 

            Ebbene, ciò che seguirà a quel fortuito primo incontro tra Matteo e Greta — su un campo da tennis, proprio nel giorno e nelle ore in cui si celebra il matrimonio di lei — è la materia di cui è fatto Succederà questa notte, pellicola che, già da quell’inizio così insolito, immerso nelle atmosfere norvegesi, pare segnare un innegabile cambio di passo rispetto a quello spaurito ma fortunato tentativo di autoconservazione (affidato ad un rassicurante e utopico greatest hits del sé più riconoscibile) altrimenti noto come Il sol dell’avvenire. Per l’occasione, risfoglia la letteratura dello scrittore israeliano Eshkol Nevo, già all’origine di Tre piani, il film col quale il nostro aveva provato a “farsi fuori”, ad estromettere l’ombra di un passato filmico troppo ingombrante, e che - a fronte delle critiche e di un’accoglienza tiepida - ha evidentemente scatenato tale operazione di rimessa. 

            Una, solo parzialmente smentita in questo ritorno dietro la macchina da presa che cerca e trova infine una più moderata forma di compromesso tra i caratteri tipici e le ossessioni ricorrenti del suo cinema e le pagine, in questo caso, della raccolta di racconti Legami. Storie che hanno subito colpito Moretti “per la precisione nella descrizione della profondità dei sentimenti”. Storie di amori, incontri e abbandoni, ma anche di genitori, figli adulti e di tutti quei legami che ci accompagnano, in modo più o meno silenzioso, per tutta la vita. L’unità di temi e la carica emotiva che da lettore aveva percepito hanno spinto il nostro - sempre affiancato dalle sceneggiatrici di Tre piani, Federica Pontremoli e Valia Santella - ad immaginare una trama unitaria che potesse fondere insieme pezzi, suggestioni e immagini di alcune di queste novelle, mantenendo al centro di tutto, oltre all’intensità emotiva, anche il forte senso del tempo e delle occasioni. Da qui, il desiderio di scrivere e mettere in scena una storia d’amore. Per l’esattezza, l’idea e la visione morettiana di una storia d’amore o, in genere, del melodramma sentimentale ed esistenziale. Una cioè in cui una donna e un uomo si incontrano sempre nel momento sbagliato.  Motore fondamentale di questo (ennesimo) racconto sull’intricata complessità dei legami umani, che si dipana nell’arco di quasi vent’anni, è il desiderio di una nuova occasione, la volontà di credere nel fatto che la vita ci offra sempre un’altra possibilità. Che ci sia sempre un momento in cui le cose possano ancora accadere. 

            Diretto non solo con una concentrazione e convinzione maggiori (rispetto al predecessore), ma con una leggerezza che trova forma in una messa in scena sobria, asciutta, essenziale, Succederà questa notte si fa incarnazione filmica di ciò che racconta: due anime distinte che finiscono misteriosamente, inavvertitamente per convergere e unirsi. E può essere così diviso in due metà ideali, bilanciate con una grazia talora prodigiosa. La prima contiene e ripropone - con meno arbitrarietà e compiacimento, sempre nel segno e nelle tonalità di Nevo - i motivi, i tic, le angosce, le nevrosi e quel tratto inconfondibilmente sarcastico del miglior Moretti. Che, seppur fisicamente e fattivamente defilato, ritroviamo nel modo in cui fa muovere, parlare e gesticolare un Louis Garrel quasi posseduto dal suo spirito, in stato di grazia, finalmente investito di una luce del tutto inedita. Questi è il volto insostituibile di un ricco cast, in cui spiccano anche la ritrovata “figlia cinematografica” Jasmine Trinca, un’adorabile Angela Finocchiaro anch’ella morettizzata, e un Hippolyte Girardot a dir poco commovente, protagonista indiscusso del lungo e significativo segmento spagnolo. Un frammento che si scopre sospirato “momento clou”, vero picco emotivo della pellicola e, insieme, cerniera con una seconda metà che, pur conservando tutti i pregi, è assai meno interessante: s’incarta a più riprese, sfiora di nuovo l’intuizione del musical (su un libraio pasticcione e un’ex attrice un po’ distratta) e presta il fianco con fin troppa facilità alla derivazione proprio mentre abbraccia una dimensione più scopertamente romance. 

            Claude Lelouch, Eric Rohmer, John Cassavetes, Woody Allen, Richard Linklater, Pedro Almodóvar (a cui “ruba” il compositore di fiducia Alberto Iglesias) o, da ultimo, Rodrigo Sorogoyen. Sono solo alcuni dei nomi illustri che possono venire in mente e a cui Moretti sembra guardare quando entra nel vivo del rapporto tra Matteo e Greta - destinato inevitabilmente a farsi parallelo e clandestino, con tutte le conseguenze del caso. Nondimeno, Succederà questa notte riesce alfine a mantenere una propria identità (come riuscito esemplare di cinema senile). Ma, soprattutto, un proprio profumo. Un profumo irresistibile di vita, tanto più prezioso perché costantemente velato da una vulnerabilità tenera e disarmante e da una malinconia quasi mortifera. D’altronde oggi c’è un gran bisogno (politico!) di chiamare i sentimenti per nome, di “lasciare che si manifestino, ammettere senza riserve di volersi bene, dirsi senza pudore che ci si ama”. La vita non è poi tanto lunga…

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