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            9 Agosto 2024
            Cattivissimo Me 4 Minions Recensione Cinemando
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            COME CATTIVISSIMO ME (4) DIVENTA "NORMALE"

            SCHEDA

            TITOLO ORIGINALE: Despicable Me 4
            USCITA ITALIA: 21 agosto 2024
            USCITA USA: 3 luglio 2024
            REGIA: Chris Renaud
            SCENEGGIATURA: Mike White, Ken Daurio
            CON LE VOCI DI: Max Giusti, Carolina Benvenga, Stefano Accorsi, Steve Carell, Will Ferrell, Kristen Wiig
            GENERE: animazione, commedia, fantascienza, avventura
            DURATA: 96 min

            VOTO: 6-

            RECENSIONE:

            I Minions sono ormai l'unico, inesauribile propellente del franchise di Cattivissimo Me, incluso del suo quarto capitolo che ritrova Gru e famiglia per un'avventura pari ad una cacofonia di situazioni e siparietti più o meno riusciti. Un film dalla doppia identità che asseconda la sua natura un tempo imprevedibile e scorretta, al punto da diventarne l’opposto, qualcosa di ordinario e normale.

            Che i Minions siano ormai l’unico, inesauribile(?) propellente rimasto a Cattivissimo Me (ad oggi, il franchise animato di maggior successo) non lo dicono soltanto i due miliardi di dollari incassati cumulativamente dai due film spin-off a loro dedicati, ma lo mette ancor più in chiaro il ritorno sugli schermi del pelatissimo (fu) titolare Gru - nuovamente in versione adulta - nel quarto capitolo della saga principale.

            Come già scrivevamo nella recensione della seconda costola prequel, parliamo di icone eccellenti della contemporaneità, estremizzazione cosmopolita e universale delle sue urgenze e trazioni, figure modellabili, sintetiche, istintive, malvagie, ma alla fin fine innocue e conservatrici. E ancora, di cellule dormienti in grado di rubare la scena ad ogni singola apparizione, necessario e vitale elemento di caos, sregolatezza e demenzialità più assoluti, segno davvero anomalo di una formula alla deriva e in derivazione da sé stessa e da tanto cinema (ad essa attigua o meno). Da mascotte, aiutanti anarchici e spalle disturbatrici del (non più) Cattivissimo Gru a protagonisti de facto: sono i Minions, tutto sommato, che assicurano gli unici momenti di spirito, gusto, ispirazione e vera ilarità ad un film che, in realtà, li prevederebbe pochissimo. O meglio, come contorno, in brevi sketch slapstick alla stregua di entr'acte, di parentesi che, pur apparendo leggere e svagate, finiscono per imporsi i momenti più memorabili, mantenendo alti ritmo e comicità.

            Ciò nondimeno, il principale intento narrativo di Cattivissimo Me 4 (e del debolissimo e pretestuoso copione scritto ad hoc da Mike White, già sodale di Jack Black, e Ken Daurio) è, al solito, la prosecuzione delle avventure dei Felonious, da tempo al servizio della Lega Anti-Cattivi, allargatissima e sempre, fieramente, anti-convenzionale. Ed è proprio questa loro facile notabilità che, nel quarto capitolo, potrebbe metterli in serio pericolo. Maxime Le Mal - rancorosa nemesi di Gru dai tempi del Licée Pas Bon, il rinomato collegio per bambini cattivi - è infatti evaso dalla prigione di massima sicurezza in cui era finito dopo un’ardua operazione di cattura (a cui ha partecipato, tra l’altro, lo stesso Cattivissimo), e si è subito messo sulle tracce del nostro e di tutti i suoi cari, al fine di ottenere la tanto bramata rivincita.

            Ad interessarlo, è soprattutto Gru Junior, l’ultimo arrivato in questa famiglia, che deve subito correre ai ripari, nascondersi e, in qualche modo, snaturarsi. Questo, quantomeno, è ciò che la Lega e il suo capo - Silas Caprachiappa - hanno in mente quando decidono di trasferire Gru, Lucy, Margo, Edith, Agnes e il piccolino in una casa sicura, affibbiandogli nuove generalità e raccomandandogli di essere “normali” e mantenere un basso profilo. 

            Cattivissimo Me 4 Minions Recensione Cinemando

            Per quanto insolito possa apparire, la difficoltà o l'eventuale bontà di tale modificazione e falsificazione sono tutto fuorché il motivo che accende e sospinge Cattivissimo Me 4, il quale, sempre tenendo fede alla filosofia Illumination, cara a Chris Meledandri in produzione, sceglie viceversa la strada del più semplice (e banale) tentativo da parte di Gru di avviare un rapporto e farsi amare dal neonato dispettoso.

            Il film lavora e raggiunge allora i fatidici titoli di coda a forza di accumulo, barattando la compattezza di un intreccio magari più semplice e lineare con un artificioso pasticcio, un chiassoso taglia e cuci, una cacofonia di situazioni e siparietti (alcuni riusciti, altri meno) che sarebbero potuti facilmente appartenere a tre, quattro film diversi. Meglio e in maniera più lampante che in altri predecessori e simili, in Cattivissimo Me 4 davvero si ha l’impressione che, a tenere insieme il film e a deciderne e determinarne di fatto la natura, non siano ormai nemmeno un design e un’estetica accattivanti (anzi, a fine visione, è facile che grandi e piccini si trovino a discutere di similitudini e suggestioni, per non dire imitazioni, da Gli Incredibili 2 a Hotel Transylvania e Baby Boss), ma solo e soltanto l’inarrestabile e ostinata regia di un ritrovato Chris Renaud (già alla prese coi primi due capitoli).

            Il convivere del mondo infantile con quello adulto (dei neo genitori), del cambiamento con la nostalgia o, più precisamente, delle infinitesimali trasmutazioni dei (Mega-)Minions con gli innumerevoli richiami e omaggi agli anni ‘80 (da Terminator a La mosca, passando per una cover di Everybody Wants to Rule the World): è questa la doppia identità di un'opera che asseconda la sua natura un tempo imprevedibile, scorretta, dirompente, al punto da diventarne l’opposto, qualcosa di ordinario e giusto. Una, in un certo senso, quasi “gruesca” nel suo vivere di rendita e di luce riflessa, arrivando (dopo lo spionistico di Bond, Powers e Hunt) a parodiare pure i (film di) supereroi. Nella speranza che non arrivi mai il giorno in cui anche di Cattivissimo Me (e quindi anche dei Minions) saremo “stufi”.

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