Verso l’infinito e oltre…

Toy Story 4 si conferma come uno dei film più maturi della saga Pixar

Non era facile replicare la potenza emotiva, il senso di chiusura, la bellezza del quasi perfetto Toy Story 3, ma gli Studios Pixar riescono ad ingannarci tutti ancora una volta.

Protagonista del film l’immancabile compagnia di giocattoli che, ormai, tutti noi abbiamo imparato ad amare ed adorare. Sempre capitanati dallo sceriffo Woody e dall’astronauta Buzz Lightyear, il gruppo accoglie nei suoi ranghi personaggi freschi ed incredibilmente sostanziosi dal punto di vista emotivo e scenico. Abbiamo Ducky e Bunny, due simpatici peluche, la cui forza è rappresentata dalla loro intesa (sembrano un po’ Stanlio e Olio, un po’ Bud Spencer e Terence Hill, un po’ anche Jules e Vincent di Pulp Fiction); Duke Caboom, uno dei giocattoli più ambiti dai bambini in passato, ma i cui giorni di gloria sono, ormai, solo un ricordo (l’interpretazione vocale originale è performata niente meno che da Keanu Reeves AKA the Man of the Year); Gabby Gabby, una bambola un po’ vintage, la quale ha come obiettivo il ritrovamento dell’affetto da parte di un piccolo fanciullo o fanciulla; e, infine Forky, sicuramente uno dei personaggi nuovi più riusciti, nonostante il design molto minima, ma spiritoso, interpretato nel doppiaggio italiano da Luca Laurenti che, forse, pecca di una caricatura e una personalizzazione troppo eccessiva nell’esecuzione.

Mi usano per la zuppa, l’insalata, magari con il chili, ma non sono un giocattolo! Sono spazzatura! Libertà!

FORKY all’interno del film
Woody presenta Forky al resto del gruppo

La trama riprende direttamente da dove l’avevamo lasciata nel capitolo precedente. I giocattoli si trovano a casa di Bonnie, una bambina che sta per iniziare il suo primo giorno di asilo e che, per farsi coraggio e compagnia, crea, grazie all’aiuto di Woody, il giocattolo Forky. Da questo incipit nascerà la missione di Woody e compagni di salvaguardare e preservare questa forchetta-giocattolo, il quale ritiene essere soltanto spazzatura, pensa di non valere nulla, ma che diventa, a tutti gli effetti, il giocattolo preferito e più importante della stessa Bonnie. Gli scrittori riescono, ancora una volta, a tirare fuori dal cappello una storia sensazionale, emozionante, basata su concetti come la felicità, l’amicizia, l’autostima, il coraggio, l’amore e le decisioni durissime che la vita ci pone di fronte. I personaggi, pur essendo solamente giocattoli, presentano una profondità ancora maggiore rispetto a quelli umani, merito anche dell’eccellente animazione e concept art di ogni singola figura e scena.

Il film, però, si presenta come il più maturo dell’intero franchise Disney-Pixar proprio per i temi anche sociali che presenta al suo interno come la discriminazione, il “diverso”, l’emancipazione femminile rappresentata da un grande ritorno all’interno della saga, ossia Bo Peep e le sue tre pecorelle (che non si vedevano in Toy Story dal secondo capitolo); ma anche da un personaggio nuovo di zecca, ovvero il poliziotto Giggle McDimples.

C’è spazio anche per l’ammore…

Il film è una scarica di felicità, allegria, divertimento e pazzia caricate di prepotenza nel cervello e negli occhi di chi guarda, grazie ad uno stile molto giocoso, molto colorato e pop; la regia frenetica e precisa di Josh Cooley; una serie di battute veramente esilaranti e ben scritte e una comicità slapstick che non fallisce mai, soprattutto sui più piccini. Grazie anche alla meravigliosa colonna sonora di Randy Newman, il film riesce a far emozionare anche i più adulti e cresciuti, grazie a sequenze tenute magistralmente da parte di tutte le componenti, incluso il doppiaggio italiano degno di nota e incredibilmente ispirato. Il finale, inoltre, lascia aperti, oltre che i nostri cuori, anche moltissime possibilità riguardo al futuro della serie e genera hype per quello che verrà. Oppure è tutto solo un abbaglio e veramente diremo addio a questi strepitosi personaggi con questo quarto capitolo. Chi lo sa? Solo il tempo lo saprà dire con certezza.

Grazie Fabrizio

P.S. Consiglio a tutti di rimanere fino alla fine di TUTTI i titoli di coda per ammirare il meraviglioso omaggio a Fabrizio Frizzi – mitica voce italiana di Woody -, sostituito in questa pellicola dall’abilissimo Angelo Maggi (Robert Downey Jr.)

Voto 9+

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